Secondo il New York Post, il presidente della Fifa cercherebbe contatti con Trump e Rubio dopo il boomerang del progetto di privatizzare i Mondiali
Il clima attorno a Gianni Infantino diventa sempre più pesante: mentre alcune federazioni chiedono le sue dimissioni, il presidente della Fifa avrebbe chiesto aiuto a Donald Trump in persona per salvare il posto. Secondo quanto riportato dal New York Post, che cita due fonti informate, Infantino avrebbe organizzato per oggi, 3 agosto, una telefonata con il segretario di Stato Usa Marco Rubio. Fonti Fifa hanno però smentito il contatto telefonico con Rubio o «con qualsiasi altro membro del governo di Trump oggi o un altro giorno». Le smentite sono arrivate anche dal governo americano: Dylan Johnson, assistente del segretario di Stato per gli affari pubblici globali, su X ha negato quanto scritto dal New York Post.
Infantino sta perdendo consensi
Riavvolgiamo il nastro. Sabato 1° agosto Infantino ha dovuto rinunciare al suo progetto di privatizzazione di una parte delle competizioni della Fifa, tra cui i Mondiali, a causa di una feroce protesta del mondo del calcio, condita dalla promessa di boicottaggio votata all’unanimità dalle federazioni che compongono la Uefa. Ora la pressione aumenta: il presidente francese Emmanuel Macron si sarebbe allineato alla linea di Aleksander Ceferin nell’intento, scrive l’Equipe, di «preservare l’unità del calcio mondiale ed evitare qualsiasi spaccatura duratura tra continenti e confederazioni». Le varie federazioni, soprattutto quelle europee, stanno premendo per indurre Infantino alle dimissioni, a poco più di un anno delle elezioni presidenziali Fifa: Inghilterra e Galles hanno già fatto sapere che non sosterranno Infantino.










