Dal liceo di Acireale ai laboratori di Santa Barbara: la storia della scienziata italiana di 29 anni che progetta il futuro dell'informatica quantistica insieme al Premio Nobel Michel Devoret

Ha scoperto la passione per la fisica nel liceo della sua Acireale (Catania), si è formata a Ulm (la città natale di Albert Einstein) e ha poi attraversato l’oceano. A soli 29 anni, la scienziata siciliana Alice Pagano lavora nel laboratorio di informatica quantistica di Google a Santa Barbara, in California, all’interno del team guidato da Michel Devoret, Premio Nobel per la Fisica 2025 per le sue ricerche sui qubit superconduttori.

La storia di Alice Pagano, dal liceo di Acireale alla California

Il talento per la materia è una questione di famiglia. Prima di lei c’è stata la nonna materna, laureata in fisica negli anni Cinquanta in un’epoca in cui per una donna si trattava di un’impresa eccezionale. Cresciuta in Sicilia e diplomata nello stesso liceo di Acireale frequentato da Franco Battiato, Alice Pagano ha poi studiato a Padova e completato il dottorato a Ulm, la città natale di Albert Einstein, specializzandosi in reti tensoriali.

La chiamata da parte del colosso tecnologico è arrivata prima ancora che finisse il percorso accademico. Come ha raccontato la scienziata in un’intervista al Corriere della Sera, dietro questo traguardo ci sono scelte coraggiose e continui cambi di vita: «Arrivare qui è stato il risultato di anni di sacrifici. Ho lasciato la Sicilia per Padova, poi la Germania per il dottorato. Ogni volta significava ricominciare da capo. Volevo rendere orgogliosi i miei genitori». Quando le chiedono che lavoro faccia, ammette con un sorriso che la risposta lascia spesso spiazzati gli interlocutori: «Di solito mi rispondono: “Mamma mia…”. Poi cala il silenzio».