Le motivazioni con cui i supremi giudici hanno disposto un processo d'Appello bis per l'ex sulla premeditazione, aggravante che era caduta nel processo di secondo grado

Per i giudici della Cassazione che lo scorso aprile hanno disposto un processo d’Appello bis per l’omicidio di Martina Scialdone, l’avvocata uccisa a colpi d’arma da fuoco il 13 gennaio 2023 dal suo ex, Costantino Bonaiuti, ingegnere di sessantatré anni, nella sentenza di secondo grado "sono stati trascurati plurimi sintomatici elementi" relativi all'aggravante della premeditazione. I giudici della prima sezione penale della Suprema Corte hanno accolto il ricorso della procura generale della Corte di Appello di Roma "ritendendolo fondato" proprio sul punto dell'aggravante che era caduta invece nel processo d'Appello dove erano state anche concesse le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. Una sentenza, quella dei giudici della Corte di Assise di Appello di un anno fa, che aveva ridotto la pena per Bonaiuti dall'ergastolo del primo primo grado a 24 anni e otto mesi. Il delitto della trentaquattrenne avvenne fuori da un ristorante in via Amelia al Tuscolano a Roma davanti al fratello della vittima, arrivato sul posto perché preoccupato per la sorella.