L’inchiesta sul drammatico crollo della palazzina di via Giorgio La Pira, nel quartiere di Pistunina, entra in una fase decisiva. Mentre le squadre dei Vigili del fuoco continuano a scavare senza sosta tra le macerie alla ricerca degli ultimi dispersi, sul versante giudiziario è tempo di chiarimenti.
Sono iniziati oggi, nella caserma dei Carabinieri di Messina Sud, gli interrogatori di due dei tre indagati iscritti dalla Procura peloritana, guidata dal procuratore Antonio D’Amato. Le sostitute procuratrici Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone, affiancate dai militari del Reparto Operativo, mirano a ricostruire con precisione la dinamica del cedimento improvviso che ha trasformato un tranquillo giovedì pomeriggio in una tragedia.
Le ipotesi di reato, allo stato provvisorio, sono gravissime: omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.
A dover rendere conto della propria posizione davanti ai pubblici ministeri sono tre figure centrali, legate ai lavori in corso nello stabile edificato negli anni Ottanta: l’imprenditore 54enne Alessandro Panarello, il costruttore 58enne Pasquale D’Alì e l’ingegnere 72enne Pietro Leone. Panarello aveva preso in locazione l’intero piano terra per aprire una nuova attività commerciale — un supermercato con annessa macelleria — che non vedrà mai l’avvio. D’Alì è il titolare dell’impresa edile incaricata degli interventi di ristrutturazione. Entrambi si trovavano all’interno dell’edificio al momento del collasso: Panarello ha riportato lesioni lievi ed è stato già dimesso dal Policlinico di Messina; D’Alì ha subito un grave politrauma cranio-facciale ed è ricoverato nel reparto di Otorinolaringoiatria, in attesa di un intervento chirurgico.










