Dopo la terrificante scossa di venerdì scorso, un’altra ombra oscura si allunga sull’area flegrea: quella dello sciacallaggio. Con decine di appartamenti sfollati e residenti costretti ad abbandonare le proprie case, il rischio di furti e atti vandalici sembra essere tutt’altro che un’ipotesi remota. Da qui, la mossa della questura di Napoli che, proprio per provare ad arginare sul nascere il fenomeno, ha disposto un’apposita task force. I primi risultati non si sono fatti attendere. A entrare in azione ieri sera sono stati i poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale, che a Pozzuoli, in via Campana, hanno sorpreso il cinquantacinquenne pregiudicato Pietro Erbasto. L’uomo, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine proprio per reati contro il patrimonio, si aggirava in strada con un atteggiamento sospetto. Tanto è bastato a fare scattare il controllo e dagli accertamenti è subito emerso che si trovava già sottoposto agli arresti domiciliari. Misura che aveva violato senza alcuna autorizzazione e per questo motivo sono nuovamente scattate le manette ai polsi.

L’arresto è scattato poco prima delle 21 di ieri. È intorno a quell’ora che i poliziotti dell’Upg della questura di Napoli, impegnati nel servizio anti sciacallaggio disposto dopo il terremoto di pochi giorni fa, hanno sorpreso Erbasto all’incrocio tra via Campana e via Alfonso Artiaco. Alla vista degli agenti e della volante, il pregiudicato ha provato a non farsi notare, ma il suo tentativo è subito fallito. Bloccato e identificato, il cinquantacinquenne ha provato ad accampare delle scuse per giustificare il suo allontanamento dagli arresti in casa. Anche questa mossa si è però conclusa con un flop. Chiarito il quadro indiziario e accertato che non avesse alcuna autorizzazione ad allontanarsi dal proprio domicilio, Erbasto - fermato pochi anni fa per furto - è stato quindi arrestato e, dopo una notte in camera di sicurezza, si trova adesso in attesa di essere processato per direttissima. Dopo la scossa di magnitudo 4.7 e intere palazzine sventrate, lo Stato e i suoi uomini provano adesso a lanciare un segnale netto: la loro presenza su un territorio già piegato dal bradisismo non verrà meno.