Il casoContinua l'impegno di papà Giovanni Battista per regole più severe. Gli avvocati Paolo Chiariello e Monica Cappello ricordano gli sforzi di Maestri: «Avrebbe potuto chiudere la questione con consistenti risarcimenti, ma ha sempre rifiutato il denaro, cercando invece di arrivare a un cambio di mentalità»3 agosto 2026 • 06:05PHOTOTRENTO. «La battaglia della famiglia Maestri proseguirà. Con ancora più vigore». Ad assicurarlo sono gli avvocati Paolo Chiariello e Monica Cappello, che in questi lunghi anni sono sempre stati vicini a Giovanni Battista Maestri e ieri se ne sono fatti portavoce. Il ragazzino scomparso, Mattia Maestri, 13 anni, da nove viveva in stato vegetativo dopo aver consumato del formaggio a latte crudo prodotto dal caseificio di Coredo e contaminato dall'escherichia.
«Crediamo di non esagerare nel definirli davvero martiri, nel senso etimologico del termine, che significa testimone. Mattia, suo malgrado e il padre Giovanni Battista - grazie all'energia e alla forza che ha saputo trovare per trasformare una tragedia personale, privata, in un impegno civico a favore di tutti - sono stati davvero testimoni di un problema e dell'importanza della sua soluzione, per la collettività». L’articolo completo sul giornale in edicola e sull’edizione digitale.









