Poche parole, dopo quasi un decennio di dolore. E in vista di un nuovo procedimento giudiziario, dal momento che gli avvocati che da anni seguono la famiglia stanno già predisponendo la denuncia per omicidio colposo con l’aggravante della colpa cosciente.
La famiglia di Mattia Maestri, il bimbo in stato vegetativo a causa di una grave infezione da Escherichia Coli STEC che aveva contratto dopo aver ingerito del formaggio contaminato, saluta il suo bambino, morto oggi, 2 agosto, dopo lunghe sofferenze. “Nove anni non ci avevano preparati a tutto questo e al dolore che proviamo oggi – le parole del padre Giovanni Battista Maestri, affidate agli avvocati che li rappresentano, Paolo Chiariello e Monica Cappello – Ma nonostante questo, la nostra battaglia perché non ci siano altri casi come quello di Mattia continua e sarà ancora più energica. L’energia che impiegheremo sarà proporzionata all’enorme dolore che stiamo vivendo, perché non lo debbano vivere più altre famiglie”.
Mattia aveva solo 4 anni quando, nel giugno del 2017, ingerì del formaggio prodotto con latte crudo che, dopo, si rivelò contaminato dal batterio, che causò un’infezione talmente grave da, alla fine, porlo in stato vegetativo: da allora, il bambino non ha mai ripreso conoscenza, e dopo una degenza di un anno tra l’ospedale e una struttura specializzata in pazienti con queste patologie, era tornato a casa, assistito dalla mamma Ivana e dal papà. Fino a stamattina, quando se ne è andato.










