RAGGIUNGERE la Calabria per le vacanze estive nel 2026 costa molto più di qualche anno fa. In molti casi, una settimana di vacanza supera abbondantemente i duemila euro.

È la fotografia scattata dall’indagine realizzata da Federconsumatori Calabria sui costi dei viaggi e dei soggiorni nella regione, che analizza il prezzo dei principali mezzi di trasporto, del carburante e di una vacanza tipo nella località simbolo del turismo calabrese, Tropea. Ne emerge un quadro di rincari diffusi che rischiano di pesare non solo sui bilanci delle famiglie, ma anche sulla competitività dell’offerta turistica regionale.

L’analisi prende le mosse da un dato nazionale. Secondo le stime richiamate nel dossier, saranno circa 36,2 milioni gli italiani che trascorreranno almeno un periodo di vacanza tra giugno e settembre, con una spesa media prevista di 917 euro a persona. Un dato che, però, racconta solo in parte la realtà. Quasi metà degli italiani rinuncerà alle ferie per ragioni economiche, mentre in Calabria la quota di reddito destinata alle vacanze resta inferiore alla media nazionale. Segno di una capacità di spesa molto più contenuta rispetto al resto del Paese.

Eppure la Calabria continua a crescere sul piano turistico. Nel 2024 la regione ha registrato oltre 2 milioni di presenze, con un incremento del 9,9%, trainato soprattutto dalla Costa degli Dei e dall’area tirrenica. Numeri positivi che, secondo Federconsumatori, devono però fare i conti con criticità strutturali ancora irrisolte. Traffico, parcheggi insufficienti, problemi nella raccolta dei rifiuti, carenze del trasporto pubblico, difficoltà di accesso alle spiagge e servizi non sempre all’altezza delle aspettative dei visitatori. Il capitolo più pesante riguarda i trasporti.