Negli ultimi tempi si è tornati a parlare, sui social e non solo, di una tesi che periodicamente riemerge: quella secondo cui il pericolo dei tumori della pelle legato al sole sarebbe “esagerato” e le creme solari, lungi dall’essere uno strumento di protezione, sarebbero addirittura inutili se non dannose. Salmo recentemente ha dichiarato: “Purtroppo io, come tanti, ho messo le creme solari e il risultato è il cancro della pelle. Carcinoma basocellulare”, sulla scia delle dichiarazioni che hanno scatenato un vespaio di polemiche della dottoressa Debora Rasio, oncologa e nutrizionista (ricercatrice alla Sapienza). La comunità scientifica ha sempre respinto al mittente tutte queste teorie.

A intervenire sulla questione è il professor Antonino Di Pietro, dermatologo e Direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano, che sceglie un parallelo decisamente provocatorio per inquadrare il fenomeno: quello con l’anal sunning, la pratica – nata anch’essa online – di esporre l’ano ai raggi solari nella convinzione che questo possa aumentare energia, benessere e spiritualità.

“Salutare il sole con l’ano – scrive il professor Di Pietro -. No, non è una battuta. È il titolo di un vero libro. E negli ultimi anni è nata perfino una moda: ‘l’anal sunning’, cioè esporre l’ano col culo aperto, convinti che possa aumentare energia, benessere e perfino spiritualità. Non esiste alcuna prova scientifica che tutto questo sia vero. Eppure migliaia di persone ci hanno creduto. Oggi assistiamo a qualcosa di molto simile“.