L'afflusso di decine di migliaia di migranti a Ceuta non era previsto dalle autorità marocchine, tuttavia queste non solo non sono riuscite ad arginare il flusso di persone dirette a Tarajal, al contrario ne hanno anche facilitato il passaggio e hanno sfruttato politicamente le ripercussioni internazionali dell'accaduto. Questa, secondo quanto riporta El Paìs, è la conclusione a cui sono giunti i servizi segreti spagnoli dopo aver analizzato la crisi che ha colto di sorpresa il governo di Pedro Sanchez. Mentre le speculazioni iniziali si sono concentrate sui motivi che avrebbero spinto il Marocco ad adottare questa misura ostile nei confronti della Spagna, come la recente visita di Sanchez in Algeria, la concessione della cittadinanza al popolo saharawi o la rivalità per ospitare la finale dei Mondiali di calcio del 2030, la conclusione, per gli 007, è che non vi fossero motivazioni specifiche. Non si è trattata di una decisione premeditata, bensì di un atto di opportunismo sfuggito al controllo dei suoi stessi promotori.
L'esodo di massa, riporta El Paìs, ha avuto origine da una bufala diffusa sui social media a seguito della recente sentenza della Corte Suprema che confermava che i migranti arrivati a nuoto a Ceuta e Melilla non potessero essere rimpatriati sommariamente. La versione dei fatti fornita a migliaia di giovani marocchini senza prospettive nel loro Paese era che la Spagna li avrebbe accolti a braccia aperte e che non sarebbero stati rimpatriati. Mentre nel 2021 le autorità marocchine avevano alimentato l'esodo, portando all'ingresso di oltre 10.000 persone a Ceuta, per poi interrompere bruscamente il processo nel 2024, questa volta lo hanno permesso, scrive il quotidiano spagnolo. Sebbene l'operazione non sia stata orchestrata dall'apparato statale marocchino, secondo gli esperti spagnoli, quest'ultimo l'ha vista come un'opportunità. Il risultato è che, nonostante l'altissimo costo in termini di vite umane, il Marocco è riuscito a portare la sua rivendicazione su Ceuta e Melilla sulle prime pagine dei media di tutto il mondo e all'ordine del giorno dei governi.










