Circa 50.000 marocchini hanno attraversato il confine verso Ceuta dopo post sui social che annunciavano le «porte aperte» in Spagna
Dall’alba di giovedì 30 luglio al venerdì sera, circa 50.000 persone hanno attraversato il confine tra Marocco e Ceuta, l’exclave spagnola sulla costa nordafricana. Entro le sei di venerdì sera, il ministero dell’Interno spagnolo aveva già riportato in Marocco 48.300 persone. Il bilancio dei morti, al momento, è di almeno 84 vittime, tutte annegate nel tentativo di raggiungere a nuoto la riva spagnola. La Guardia Civil continua a recuperare corpi nell’area del frangiflutti di Tarajal.
Quando Aidan Stretch di CBS News si è avvicinato a uno dei migranti marocchini che avevano appena attraversato a nuoto il confine verso Ceuta, quest’ultimo gli ha mostrato il post su cui si era basata la sua decisione di buttarsi in acqua. L’uomo era rimasto sorpreso, perché non sapeva che la polizia spagnola stava già riportando le persone indietro. Credeva davvero che la Spagna avesse aperto le porte.
«La Spagna ha aperto le porte»: il post che avrebbe scatenato la corsa
I migranti con cui CBS News ha parlato hanno raccontato tutti la stessa storia. Sui social media circolavano video di persone che nuotavano da Fnideq, città marocchina a ridosso della frontiera, verso le coste di Ceuta. I video venivano accompagnati con messaggi che dicevano «la Spagna è una porta aperta». La fonte? Molti degli intervistati citavano una sentenza della Corte Suprema spagnola pubblicata l’8 luglio 2026.










