Qualche giorno fa abbiamo raccontato, grazie a Giacomo Di Girolamo, come in provincia di Trapani (anche se non credo che sia un fenomeno soltanto siciliano) i dirigenti sanitari locali inaugurino case di comunità e reparti ospedalieri non ancora operativi, ma anzi con i muratori ancora dentro, con i servizi inesistenti, con le suppellettili prese in prestito da altri reparti e poi, a taglio del nastro eseguito, trasportate in altre case di comunità da inaugurare in fretta e furia perché così prevedono le scadenze imposte dal Pnnr.

Le case di comunità e i reparti inaugurati ovviamente sono ancora cantieri inaccessibili e senza nessun paziente, anche se entro il 31 agosto dovranno essere operativi a pieno regime, sempre secondo i termini previsti dal Pnrr. E allora ci saranno altri tagli di nastri, altri brindisi con bande civiche, altre fotografie di autorità civili, politiche e religiose, altre magie della sanità siciliana, ma sempre nessun posto letto a disposizione della comunità.

Non mi risulta che la notizia sia stata ripresa da altri giornali, né che siano state fatte interrogazioni parlamentari a Palermo o a Roma, perché la politica anziché occuparsi di minuzie quali un servizio sanitario funzionante per i cittadini o la sicurezza territoriale, infrastrutturale e democratica minacciata da potenze straniere ostili preferiscono parlare di fantasiose invasioni barbariche marocchine, di primarie di coalizione, di premi di maggioranza, di generali da operetta e di avvocaticchi del popolo, e mai e poi mai delle cose che impattano direttamente sul benessere e lo stile di vita degli italiani.