Sottosegretari, fibrillazioni nel centrodestra, sanità ancora al palo, Tribunale di Corigliano-Rossano e il caso Giannetta. Il senatore di Fratelli d’Italia Ernesto Rapani affronta a tutto campo i nodi della politica calabrese, non senza schiettezza.
Senatore, desta ancora sconcerto questo passaggio repentino dell’ex capogruppo Giannetta da FI a Vannacci. Che lettura ne dà? Noi pessima, un segnale inquietante che dice tanto sui criteri di scelta della classe dirigente.
“Ci sarebbero diverse considerazioni da fare: prima, coerenza e dignità. DIGNITÀ: Pur di garantirsi ‘un posto al sole’, in questo caso una candidatura con la speranza di raggiungere l’obiettivo attraverso l’elezione, si è disposti a svendere la dignità.COERENZA: Se si viene eletti grazie alla candidatura in un partito, nel momento in cui si svende la dignità e si cambia casacca bisognerebbe avere il buon senso di dimettersi dal ruolo che si ricopre grazie all’elezione in altro partito. Aderire e candidarsi in un partito che contesta l’operato del governo del quale si fa parte è una scelta scellerata. Auspico, qualora Giannetta non dovesse essere eletto, una presa di coscienza, chiedere scusa agli elettori che lo hanno votato e fatto eleggere in uno schieramento del quale è stato condiviso un programma e dimettersi”.










