La vicenda dell’emodinamica calabrese si arricchisce di un nuovo capitolo e torna a incrociare apertamente la politica. Al centro c’è ancora la nuova Rete SCA, il documento approvato dalla Giunta regionale il 21 luglio 2026 che ridisegna l’organizzazione dell’emergenza per le sindromi coronariche acute.L’inchiesta di Calabria7 aveva messo in evidenza un passaggio preciso: rispetto alla programmazione contenuta nel DCA 78/2024, l’emodinamica prevista per Corigliano Rossano e Vibo Valentia non compare più nella nuova rete. Per il nuovo ospedale della Sibaritide, una struttura da circa 300 milioni di euro e 376 posti letto, significa partire senza uno dei servizi più delicati per la gestione dell’infarto.Ora interviene Flavio Stasi. Il sindaco di Corigliano Rossano allarga il campo e mette insieme la cancellazione dell’emodinamica, la struttura della nuova Rete SCA e un altro elemento emerso dall’analisi del documento: il percorso diagnostico-terapeutico allegato alla rete calabrese presenta ampie coincidenze con un documento della Regione Friuli Venezia Giulia del 2019.Non si tratta soltanto della struttura generale del testo. Nel documento calabrese sono rimasti riferimenti a organismi e strutture friulane, fino a Gemona.Stasi parte proprio da lì: “Se così non fosse, allora il nostro documento prevedrebbe il trasferimento di parenti fragili a Gemona, cittadina di 10 mila abitanti in provincia di Udine”.La battuta potrebbe far discutere, ma dietro c’è una questione concreta: chi ha predisposto, controllato e approvato il documento che dovrebbe organizzare la cura dell’infarto in Calabria?