La mancata previsione dell’Emodinamica nell’ospedale spoke di Corigliano-Rossano continua ad alimentare il confronto politico. Sulla vicenda interviene Vincenzo Scarcello, segretario cittadino di Azione Corigliano-Rossano, già presidente del Consiglio comunale di Rossano ed ex consigliere comunale, che punta direttamente sulla responsabilità politica della programmazione sanitaria regionale.“C’è un elemento decisivo nella vicenda dell’Emodinamica che fino ad oggi è rimasto sostanzialmente fuori dal dibattito: la sanità calabrese non è più commissariata. Non siamo più nella stagione nella quale il Commissario adottava autonomamente, sua sponte, i DCA. Oggi le scelte di programmazione sanitaria coinvolgono il Governo regionale. E allora bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e individuare anche le responsabilità politiche”.
L’affondo su Occhiuto
Per Scarcello, la prima responsabilità politica è quella del presidente della Regione Roberto Occhiuto, che ha mantenuto la delega alla Sanità dopo aver ricoperto fino a poche settimane fa l’incarico di Commissario ad acta.“Parliamo dello stesso presidente che ha ricoperto fino a poche settimane fa il ruolo di Commissario ad acta per la sanità e che oggi continua a detenere la delega alla Sanità. Conosce quindi perfettamente la macchina sanitaria calabrese, le sue criticità e soprattutto le conseguenze che determinate scelte producono sui territori”.Secondo il segretario di Azione, Occhiuto “non può comportarsi come se il Piano SCA fosse un atto piovuto dall’alto o prodotto da una struttura estranea alla politica”. E aggiunge: “Oggi la responsabilità della programmazione sanitaria è tornata pienamente dentro il Governo regionale e chi quel Governo presiede, mantenendo peraltro su di sé la delega alla Sanità, deve assumersene fino in fondo la responsabilità politica”.






