Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano, ha utilizzato parole che sembrano già una sentenza: “Due depuratori e nemmeno un ospedale“. Il riferimento è alla vicenda legata alla realizzazione di un impianto di depurazione autonomo all’interno del cantiere del nuovo ospedale della Sibaritide, in contrada Insiti, terra di mezzo tra Rossano e Corigliano. Una notizia che il primo cittadino dice di aver appreso dalla stampa, non dagli enti competenti, e che lo ha spinto a chiedere al Commissario Straordinario per la Depurazione lo svincolo delle risorse — già stanziate per collegare il futuro ospedale al depuratore cittadino di Boscarello — destinandole invece al completamento della rete fognaria urbana, nelle contrade ancora sprovviste: Coscia, Pantano Martucci, parte di Apollinara, di Fabrizio, di Santa Caterina.La richiesta, di per sé, non era polemica: secondo Stasi se l’ospedale si depura da solo, le risorse vincolate al collettore tornano disponibili per la città. Ma la replica del Commissario per la Depurazione ha aperto un altro fronte, opposto al primo: i lavori del collettore verso Boscarello partiranno comunque entro trenta giorni, perché il Comune — ribadisce Stasi — non permetterà che il nuovo ospedale scarichi sull’impianto cittadino senza che questo venga prima adeguato. Risultato: due cantieri di depurazione paralleli, in teoria scollegati, mentre l’opera che dovrebbero servire — l’ospedale — resta senza una data di apertura certa.