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Una nuova, pesantissima tegola si abbatte sulla sanità di Corigliano Rossano e di conseguenza dell’intera Sibaritide.

A partire dal 1.o luglio, lo spoke ospedaliero di Corigliano-Rossano rischia la totale paralisi delle attività chirurgiche, con la conseguente chiusura delle sale operatorie. Mentre all’orizzonte si profila anche l’allarme della pediatria. Alla base del problema c’è la cronica e ormai drammatica carenza di medici anestesisti, che rischia di mettere in ginocchio l’assistenza sanitaria per un bacino d’utenza vastissimo.

La situazione, che da tempo gravitava in uno stato di precarietà, è arrivata a un punto di non ritorno, sollevando enorme preoccupazione tra il personale sanitario, i sindacati e la cittadinanza. Gli ospedali di Corigliano-Rossano si sono trasformati in una vera e propria polveriera e l’effetto domino della carenza di personale sta mandando in frantumi un reparto dopo l’altro. Senza un numero minimo di anestesisti e rianimatori in organico, diventa matematicamente impossibile garantire i turni di guardia h24 e, contemporaneamente, le sedute operatorie.

Il rischio concreto e immediato, qualora non si ponga un rimedio d’urgenza, è la sospensione di tutti gli interventi chirurgici programmati. In uno scenario del genere, le pochissime forze rimaste in servizio verrebbero dirottate esclusivamente alla copertura delle urgenze indifferibili e del Pronto soccorso, privando di fatto il territorio di prestazioni chirurgiche ordinarie e allungando a dismisura le già infinite liste d’attesa. Se lo stop alla chirurgia rappresenta un colpo durissimo, la situazione rischia di precipitare ulteriormente con il coinvolgimento dell’area pediatrica.