Migliaia di persone hanno sfilato ieri a Bologna per ricordare la strage del 2 agosto del 1980, quando una bomba esplose alla stazione causando 85 vittime e più di 200 feriti. Tra i morti dell’attentato anche la giovane riminese Flavia Casadei, che aveva da poco compiuto 18 anni. Quel sabato Flavia era diretta a Brescia, da uno zio. Era partita molto presto, e un’ora dopo essere uscita di casa aveva telefonato ai genitori dalla stazione spiegando loro che "il treno è in ritardo: avvertite lo zio a Brescia". Per quel ritardo aveva perso la coincidenza. Stava aspettando di prendere il treno alla stazione di Bologna quando, alle 10,25, scoppiò la bomba.
Ieri – come ogni anno – alla commemorazione delle vittime a Bologna ha preso parte anche una delegazione riminese, guidata stavolta dall’assessora Valentina Ridolfi. Al corteo anche i parenti di Abderrahim Fakir, il marocchino morto il 19 luglio a Bologna durante l’arresto. Scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "Il segno profondo impresso dalla strage è inciso nella storia repubblicana, nella coscienza degli italiani" e "rilancia l’impegno a salvaguardare il futuro, da costruire nei valori di libertà, giustizia, di democrazia. Quei valori che la strategia neofascista del terrore pretendeva di distruggere". "Terrorismo feroce, un attacco che ha colpito al cuore la nazione intera", dice sui social la premier Giorgia Meloni. Per il sindaco Matteo Lepore il 2 agosto "è il giorno più importante nella storia di Bologna".













