TREVISO - Giocare la prima partita casalinga allo stadio Tenni comincia a essere più un sogno che un'ipotesi concreta. La società è stata chiara: il presidente Alessandro Botter ha assicurato che i lavori di adeguamento per ottenere l'omologazione per la Serie C saranno conclusi a breve, entro la fine della prossima settimana o al massimo per Ferragosto. Poi, però, deve partire l'iter burocratico riguardo le autorizzazioni per poter giocare nell'impianto di via Foscolo, e non sembra una strada così agevole per poter ottenere il via libera in due settimane, ovvero entro il 31 agosto, giorno in cui il Treviso Fbc ospiterà il Lecco.
Lo spettro dell'esilio allo stadio "Omero Tognon" di Fontanafredda, indicato al momento dell'iscrizione in Serie C del Treviso come stadio principale qualora il Tenni non dovesse ottenere in tempo l'omologazione, è più che reale. Il rischio, causa lentezza della burocrazia, è quello di giocare non solo la partita contro il Lecco a Fontanafredda, ma anche quella del 13 settembre contro la Pro Vercelli. E, complice il primo turno infrasettimanale contro l'Union Brescia in trasferta, la successiva partita in casa è appena otto giorni dopo, lunedì 21 settembre contro il Desenzano.Percorso a ostacoli I tempi, insomma, sono strettissimi, e il Treviso per concludere tutto l'iter autorizzativo deve attendere i nulla osta del Comune, della questura, della prefettura, della commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo e, ultimo ma non certo per importanza, quello dell'ufficio tecnico della Lega Pro. Un percorso a ostacoli.Nel frattempo i lavori per la riqualificazione dello stadio Tenni, costati 1,2 milioni di euro (700mila messi dalla società e 500mila dal Comune, proprietario dell'impianto), proseguono senza sosta. I cantieri elettrici e tecnici sono in pratica terminati, ed è stato portato a termine anche lo smontaggio della prima torre faro per l'installazione dei proiettori led da 800 lux verticali medi richiesti dalla Lega Pro per permettere le dirette televisive delle gare. Si lavora al ritmo di una torre al giorno, per cui a metà settimana anche la questione led sarà risolta.All'appello mancano ancora le panchine da 21 posti, che saranno posizionate dall'altro lato del campo rispetto alla tribuna centrale sempre questa settimana, che vedrà anche gli operai al lavoro per la posa dei nuovi seggiolini nelle tribune che sono state riqualificate nel 2023. Per la realizzazione della postazione per il quarto uomo è questione di giorni. Le ditte incaricate di effettuare gli interventi si stanno occupando in questi giorni anche dei lavori idraulici ed elettrici all'interno degli spogliatoi che, per regolamento della Lega Pro, dovranno essere omologati per ospitare almeno 25 giocatori per squadra. Alla battute finali anche l'installazione del nuovo impianto audio, iniziato in contemporanea con il rifacimento del manto erboso: nello specifico sono stati effettuati dei lavori di manutenzione straordinaria (complice anche il gran caldo delle ultime settimane) nelle aree di rigore, dov'è stata ripiantata l'erba, e in questi giorni è in corso la risemina nel resto del campo per poter arrivare al 31 agosto con un terreno in perfette condizioni.Per quanto riguarda la tribuna laterale sud, abbattuta perché inagibile da tempo, non si conoscono i tempi di realizzazione. In realtà non si tratta di un intervento propedeutico all'omologazione per la Serie C, ma della volontà della società (che l'ha finanziato di tasca sua sborsando 150mila euro) di poter contare su 580 posti in più allo stadio. Una spesa non indifferente, alla quale (oltre a quelle per la composizione della rosa) dovrà aggiungersi, in caso di ritardi per poter giocare al Tenni, anche quella per l'affitto dell'Omero Tognon: ogni partita verrà a costare 10mila euro, soldi che non comprendono il montaggio e lo smontaggio dei fari a led e nemmeno tutte le questioni legate alla sicurezza.L'esilio a Fontanafredda, che sembra sempre più inevitabile, ha dunque anche un costo tutt'altro che irrisorio per la società, che sta facendo il possibile per evitarlo. E anche a lavori finiti in tempi record, sarà comunque la macchina burocratica a decretare se il Treviso potrà o meno giocare la prima partita casalinga al Tenni. Ed è proprio la burocrazia a preoccupare davvero i vertici della società.








