TREVISO - Adesso che tutto è finito, che l’annata si è chiusa col sospirato ritorno tra i professionisti dopo anni di purgatorio, il presidente del Treviso Alessandro Botter indica il prossimo obiettivo: giocare la prima partita della nuova stagione, più o meno a cavallo di ferragosto, al Tenni. Detta così pare facile, in realtà è una corsa contro il tempo dall’esito incerto. Ma per il vulcanico presidente biancoceleste non ci sono traguardi impossibili.
Presidente, per giocare al Tenni servono interventi profondi. A che punto siamo? «Al punto che siamo pronti. Entro 15 giorni partiranno i lavori allo stadio Tenni».Da cosa si parte? «Sarà un cantiere complessivo. Dobbiamo intervenire sulla parte elettrica, idraulica e strutturale. Parliamo di un intervento massiccio. E in un mese e mezzo dall’inizio dei lavori dovrà essere tutto finito».L’obiettivo è avere il Tenni a nuovo per agosto... «Esatto. I calendari non sono ancora usciti ma, in genere, la prima partita di Coppa è a cavallo di ferragosto. Per quella data dovremo essere pronti. Intanto, entro il 16 giugno, dobbiamo presentare le carte per iscriverci al campionato. E per farlo è obbligatorio mettere uno stadio sicuro come sede di gioco. Intanto mettiamo quello di Fontanafredda per ogni evenienza, ma contiamo di giocare subito al Tenni».Che tipo di investimento richiedono i lavori previsti? «Sarà una spesa da condividere col Comune, proprietario dell’impianto. Alla fine la cifra che verrà impiegata si avvicinerà di molto al milione di euro».Questo per quanto riguarda il Tenni. E il nuovo stadio? «Stiamo procedendo con lo studio di fattibilità. Proprio questa mattina (ieri ndr) abbiamo fatto una riunione. Penso che entro 30 giorni sapremo se l’operazione che abbiamo in mente è sostenibile, se sta in piedi e come».Lei ha anche il pallino di un nuovo centro sportivo. «Certo. Lo vogliamo fare e stiamo valutando anche qui tutte le opzioni possibili».L’ideale sarebbe realizzarlo accanto al nuovo stadio. «Sarebbe il massimo, la soluzione perfetta. E la stiamo studiando».Presidente, torniamo sulla stagione appena conclusa: promozione conquistata in carrozza e in largo anticipo. Poi però un clamoroso calo di risultati con un po’ troppe sconfitte. Cosa è successo? «A un certo punto sono mancate le energie mentali. Senza contare gli infortuni. Nelle ultime partite avevamo veramente non più di 11-12 giocatori. Molto probabilmente il calo di tensione ha avuto ripercussioni anche sugli infortuni».Dica la verità, si è un po’ arrabbiato... «Insomma, un po’...qualcosa ho detto. E, se proprio devo ammetterlo, il girone di ritorno mi è piaciuto poco. Ma questo sottolinea ancora di più l’eccezionale girone di andata che abbiamo fatto, chiuso subendo solo 7 gol. Dai, siamo stati bravi».Che mercato sarà adesso? Anche la squadra dovrà essere rafforzata... «Ci sarà sicuramente un nocciolo di giocatori importanti che verrà riconfermato e poi faremo qualche innesto: stiamo proprio ultimando il budget in questi giorni. Ci saranno nuove figure anche all’interno della società: per disputare la serie C sarà importante alzare tutti il livello».Presidente, starà seguendo la polemica scoppiata attorno al caso Condor: i settori giovanili sono sempre più a rischio... «È sempre più difficile gestire una società sportiva, soprattutto a livello dilettantistico dopo l’introduzione delle nuove norme. Ormai il volontariato non esiste più. Ci sono incombenze enormi e capisco benissimo tutti gli ostacoli che si devono superare».Una società storica come la Condor adesso rischia di chiudere... «Spero proprio che non accada. La Condor è un patrimonio della città e lavora bene con i settori giovanili. Per quanto possibile noi siamo a disposizione per dare una mano, per aiutare se serve. La nostra società sta lavorando molto anche sul fronte sociale con progetti con le scuole, per i giovani. E siamo quindi più che disposti ad aiutare chi lavora con i ragazzi. Se serve, se qualcuno ha bisogno di aiuto, siamo qui».








