CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) - La nuova cabinovia di Cortina d’Ampezzo ha cominciato a girare. Per ora si tratta di movimenti contenuti, di breve durata, qualche secondo, test per verificare aspetti tecnici. L’entrata in funzione dell’impianto dovrebbe avvenire in autunno, alla vigilia della prossima stagione turistica invernale. La presenza e gli spostamenti delle vetture sulla linea delle funi hanno suscitato curiosità fra i residenti egli ospiti, che in questi giorni affollano la conca. A guardare il movimento con particolare interesse sono i residenti nelle case sfiorate dalla linea della cabinovia, con le vetture che scorrono a pochi metri da finestre e poggioli. Il nuovo impianto parte dal centro del paese, da piazzale Revis, presso i campi di tennis Apollonio, le scuole, il cimitero, per salire sino a Ria de Saco, nel comprensorio sciistico di Socrepes, alle pendici delle Tofane. Oltre alle stazioni di valle di monte, ce n’è una intermedia sorta nei prati accanto al piccolo abitato di Mortisa.
La tecnologia Le scorse settimane le maestranze impegnate nella costruzione dell’infrastruttura hanno dovuto intervenire con i demolitori, i martelli pneumatici, per rimuovere una parte del cemento armato, all’interno delle stazioni. È stato infatti necessario modificare gli spazi in cui far entrare le cabine, poiché le misure non corrispondevano. In un impianto ad ammorsamento automatico c’è un’area di distacco, dove si apre la morsa che fissa la vettura alla fune, così da consentire un drastico rallentamento, per far salire o scendere i passeggeri con calma, in sicurezza. Dopo l’imbarco, la cabina riprende rapidità nel movimento e viene nuovamente agganciata alla fune. Questo sistema consente di mantenere una forte velocità di esercizio dell’impianto, con una conseguente elevata portata oraria, ma nel contempo permette di far salire e scendere più agevolmente i passeggeri, soprattutto gli sciatori, impacciati da sci, bastoncini e scarponi. Questa tecnologia complessa richiede una accurata messa a punto, controlli serrati e collaudi da parte di Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, che fa capo al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Il progetto del nuovo impianto prevedeva originariamente l’utilizzo di cinquanta cabine da dieci passeggeri, per una portata oraria massima di 2.400 persone all’ora. Questi dati dovranno essere confermati nella messa in esercizio, sulla base di una serie di valutazioni tecniche, fra le quali c’è il peso delle singole vetture. Le tappe L’annuncio dell’inizio lavori fu dato giusto un anno fa da Società infrastrutture Milano Cortina, con l’avvio degli scavi e le fondazioni, il 29 luglio 2025. L’appalto era stato assegnato all’associazione temporanea di imprese Graffer, Dolomiti strade ed Ecoedile. La cabinovia era stata inserita fra le opere strategiche per i Giochi olimpici e paralimpici invernali 2026, per il trasporto degli spettatori nella zona delle gare. In seguito ci si rese conto che non sarebbe mai stata completata in tempo e i lavori sono rallentati, per riprendere di recente. Nel frattempo si sono susseguite diverse azioni legali. A luglio il Consiglio di Stato ha respinto integralmente uno dei ricorsi presentati dai residenti: questo atto puntava soprattutto sulle preoccupazioni per il dissesto idrogeologico della zona in cui sorge la cabinovia. Il Consiglio ha stabilito che dalla perizia di parte non emerge prova di errore tecnico in fase di progetto. L’ultimo atto è della Procura di Belluno, che ha aperto un fascicolo sulla presunta turbata libertà di gara d’appalto, in merito all’assegnazione dei lavori per costruire il nuovo impianto di risalita.






