CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - Sono bastate poche ore di lavoro per issare il sostegno più alto della nuova cabinovia di Cortina, vicino alle case di Lacedel e Meleres, appena al di sotto della strada delle Dolomiti, che porta a Pocol e al passo Falzarego. Le tre parti del sostegno erano allineate a terra nel pomeriggio di giovedì; ieri il pilone svettava alto nel panorama della conca d'Ampezzo.
Vista la facilità di accesso con una gru, da terra, non è stato utilizzato l'elicottero, come accade ormai comunemente, nell'assemblaggio degli impianti di risalita. Questa tecnica potrà essere adottata per alcuni degli altri piloni, nella parte inferiore dell'impianto. Manca ancora la parte sommitale del sostegno, la testa con le rulliere, le ruote sulle quali scorrerà la fune d'acciaio; l'esito finale sarà quindi ancora più alto e visibile. Il palo poggia su una speciale struttura d'acciaio, fissata alla base in calcestruzzo. Una serie di guide, nelle quali scorrono i grossi bulloni di ancoraggio, consentirà un giorno di spostare il pilone, per riallineare la fune, quando si dovesse verificare lo spostamento del terreno, già preventivato nel progetto. Nel frattempo i tecnici hanno iniziato a montare un altro pilone, sopra il ristorante Tivoli e l'abitato di Lacedel. Altre squadre di operai sono all'opera a Ria de Saco, per sistemare le componenti metalliche della stazione a monte. A Mortisa, nel vasto cantiere per costruire la stazione intermedia, ieri è stata issata la gru. Si lavora pure al piazzale di Revis, dove si sta definendo la stazione a valle. L'obiettivo di Società infrastrutture Milano Cortina è completare l'impianto nel mese di gennaio, per procedere quindi con i collaudi e poter infine trasportare le persone a febbraio, quando la cabinovia dovrebbe far salire in quota gli spettatori delle gare di sci alpino femminile dei Giochi olimpici.






