La settimana della scienzaIllustrazione di Dario CampagnaSegui Domani su Google02 agosto 2026 • 17:50Aggiornato, 02 agosto 2026 • 17:51Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature e apre la possibilità che gli osservatori di onde gravitazionali diventino strumenti capaci di esplorare regioni inaccessibili da quando i buchi neri furono teorizzati per la prima volta grazie alla relatività generale di Albert EinsteinPer la prima volta gli scienziati hanno individuato un segnale che sembra portare informazioni dirette dai dintorni immediati di un buco nero appena nato. Se la scoperta verrà confermata da nuove osservazioni, forse avere a disposizione un metodo del tutto inedito per studiare ciò che accade proprio a ridosso di un buco nero, senza doverlo mai “vedere” con la luce. I ricercatori analizzati hanno analizzato GW250114, un evento di fusione tra due buchi neri estremamente potenti e hanno isolato alLuigi Bignamidivulgatore
Giornalista scientifico italiano, laureato in scienze della terra a Milano










