Un gruppo internazionale di ricercatori ha estratto per la prima volta dalle onde gravitazionali le tracce dirette dell'orizzonte degli eventi di un buco nero, analizzando gli ultimi istanti della fusione GW250114. Lo studio, pubblicato su Nature, offre una nuova verifica della relativit� generale di Einstein nel regime di gravit� pi� estremo che si conosca.

Il segnale proviene dall'onda gravitazionale pi� intensa mai registrata, captata dall'osservatorio LIGO a gennaio 2025 e gi� nota per aver permesso di confermare il teorema dell'area di Stephen Hawking. Isolando l'ultimo lampo di radiazione, quello che gli autori chiamano onda diretta (direct wave), il team � riuscito a leggere informazioni provenienti da una regione pi� prossima all'orizzonte di quanto fosse mai stato possibile.

L'orizzonte degli eventi � la "superficie di non ritorno" oltre la quale nulla pu� sfuggire, nemmeno la luce. La sua fisica � descritta da due grandezze: la frequenza di rotazione e la gravit� superficiale. L'onda diretta porta l'impronta di entrambe, oscillando a una frequenza legata alla rotazione del buco nero e smorzandosi a un ritmo dettato dalla gravit� superficiale.

Una nuova conferma per Einstein

Quel progressivo affievolirsi del segnale � la conseguenza del redshift gravitazionale: man mano che la sorgente si avvicina all'orizzonte, le onde vengono "stirate" e perdono energia, fino a spegnersi. � proprio la forma di questo smorzamento, insieme alla frequenza dell'oscillazione, a fornire le coordinate dell'orizzonte che fino a oggi erano rimaste inaccessibili agli strumenti.