Sulla bara, al funerale, ci saranno le maglie dei suoi club: Cittadella, Castellana, Benetton, Mogliano. Mattia Pegorin era un flanker, cioè una terza linea ala, ruolo fondamentale nel rugby sia in attacco che in difesa perché porta velocità e dinamismo. Mattia è morto a 22 anni, sei mesi dopo aver scoperto di avere un tumore: aveva spesso la febbre, poi gli esami hanno confermato la diagnosi terribile. Era padovano, viveva a Tombolo, ma la giovane vita di Pegorin ha lasciato il segno ovunque ha giocato. Il Mogliano Veneto Rugby si dice “affranto” in un comunicato. “Matti”, come veniva chiamato in squadra, aveva scelto di mettere in pausa gli allenamenti agonistici per prepararsi alla maturità, proprio nel periodo in cui la malattia ha iniziato a manifestarsi. “Ci sono notizie che nessuno vorrebbe mai dover scrivere – si legge nel posto dei Rugby Cittadella -. Mattia ha mosso i suoi primi passi nel rugby con i nostri colori, quando era un bambino di 7-8 anni. Di lui conserviamo il ricordo di un sorriso, dell’entusiasmo e della spensieratezza che ogni bambino porta con sé su un campo da rugby. In momenti come questo non esistono parole che possano colmare un vuoto così grande”.

Dopo il diploma in Amministrazione, finanza e marketing conseguito all’Istituto Girardi di Cittadella, Mattia si era inserito nel mondo del lavoro come broker nel settore dell’energia elettrica. Colleghi e docenti lo descrivono come un ragazzo gentile e di grande valore umano, ricordando la professionalità e solarità che lo contraddistinguevano.