TOMBOLO - Giocava a rugby come "flanker", terza linea ala. Ruolo chiave affidato a chi è agile e veloce, sia in attacco che in difesa. Esserci in tutto il campo a sostegno dei compagni di squadra. Così nello sport, ma soprattutto nella vita per Giovanni Mattia Pegorin.

Una vita che purtroppo si è interrotta a 22 anni, dopo sei mesi di malattia. Una vita terminata troppo presto, ma che lascia nella famiglia, nei parenti, ed in tante altre persone, testimonianza di un giovane che l'ha vissuta appieno e al meglio in ogni istante. Giovanni Mattia è mancato giovedì scorso nella sua abitazione di Tombolo, con accanto mamma Francesca, il papà Luca, la sorella quindicenne Ludovica e vicine nel cuore tantissime persone. Un dolore enorme, affrontato con grande forza e dignità, come quelle che Giovanni Mattia ha sempre dimostrato nella sua vita ed ancor più in questo ultimo tratto.

«Diplomato all'istituto Girardi di Cittadella in Amministrazione, finanza e marketing - racconta la mamma - lavorava come libero professionista broker nel libero mercato dell'energia elettrica. Appassionato di rugby, ha cominciato a giocare con il Cittadella, poi alla Castellana, nelle giovanili del Benetton ed in fine al Mogliano categoria èlite. Ha dovuto lasciare lo sport per affrontare al meglio la maturità. Le sue maglie saranno sul feretro. Un fisico forte e possente il suo. Un ragazzo solare, buono, con il sorriso, come si vede anche nella foto dell'epigrafe. Era gentile, gli piaceva la storia della I e II Guerra Mondiale e stare con gli amici come pure con noi in famiglia. La malattia si è manifestata all'improvviso sei mesi fa e se l'è portato via nella sua casa». Molto partecipata ieri sera la veglia di preghiera nella chiesa Arcipretale di Tombolo dove sono stati ricordati vari aspetti di Mattia Giovanni le cui esequie saranno celebrate lunedì alle 10 sempre nella parrocchiale.