ESTE - Il rugby è in lutto: si è spento giovedì sera, all'ospedale di Schiavonia, Maurizio Boscolo, stroncato a 69 anni da un male che in pochi mesi non gli ha lasciato scampo. Un'infezione ha aggravato il quadro clinico, portando via un uomo che aveva dedicato la vita all'ovale e all'impegno civile. «È un trauma, uno pensa di avercela fatta e poi...» sussurra la moglie Antonella, ancora incredula per la rapidità con cui la malattia ha consumato il marito che, fino a Pasqua, l'aiutava nella gastronomia di famiglia.
Maurizio Boscolo era una sorta di istituzione nel mondo locale del rugby. Prima mediano di spinta negli anni Settanta e Ottanta, con la maglia dell'Este, «il numero nove che comanda gli avanti e li lega ai trequarti». Poi arbitro di serie A, fischietto rispettato per disciplina e lealtà che lo portò fino al livello nazionale. Infine dirigente instancabile della società estense, dove ha cresciuto generazioni di giovani rugbisti trasmettendo valori che andavano ben oltre il campo. I suoi tre figli ne sono la testimonianza vivente: Jacopo, oggi in Elite con il Rovigo dopo essere stato campione d'Italia con la stessa maglia, Simone che ha giocato anche in Australia e Francia, e Nicolò. Tutti formati alla scuola del padre, che li seguiva ovunque con la sua inseparabile macchina fotografica. Ma Boscolo non era solo sport. Assessore al commercio e allo sport del Comune di Este negli anni Novanta, aveva contribuito al successo della Fiera dell'Estense lavorando fianco a fianco con il compianto Alberto Soldà. Nel 1998 era diventato presidente della Cna locale, battendosi per le infrastrutture della Bassa Padovana. Il Borsari Rugby Badia, nel suo messaggio di cordoglio, sottolinea come «molta della crescita generale della nostra società va all'intelligenza e allo spirito costruttivo di Maurizio Boscolo» ricordando la collaborazione nata tra Este e Badia per favorire la crescita di giovani, allenatori e dirigenti.






