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Stefano Agnoli

Il fenomeno «shadow fleet» secondo gli ultimi dati arriva fino a 3.200 navi. Alcune («dark fleet») si muovono in barba alle regole, altre («grey fleet») sono borderline

È l’ultimo episodio del «guardie e ladri» che dall’invasione russa dell’Ucraina vede navigare nei mari del pianeta più di tremila «navi ombra» che trasportano carichi sotto sanzione europea o americana, soprattutto petrolio e gas da Russia, Iran e Venezuela.

Ma quello che riguarda la «Marinera» o «Bella 1», petroliera di 333 metri (sequestrata oggi, 7 gennaio, dalle forze statunitensi, mentre si trovava nelle acque a sud dell’Islanda, nell’Atlantico) avviene in un contesto internazionale particolare: dopo il blitz che ha portato all’arresto del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte delle truppe Usa, dopo la decisione di Washington di «guidare» il Venezuela, e mentre è in corso una delicata trattativa di pace che vede Trump, Putin, Zelensky e gli europei direttamente impegnati.Anche eventi secondari, come il destino di una «nave ombra», possono allora creare complicazioni e diventare rilevanti.