Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Con il sequestro della Olina salgono a cinque le navi fermate nelle operazioni Usa. Nel mirino i traffici di greggio sanzionato tra Venezuela, Iran e Asia, in una strategia che unisce pressione militare ed energetica
Con l'abbordaggio della petroliera M/T Olina, battente bandiera di Timor Est e in precedenza nota con il nome di Minerva M, sale a cinque il numero delle navi appartenenti alla “Flotta ombra” catturate dagli Stati Uniti, che hanno dichiarato guerra al contrabbando di petrolio che, nella triangolazione Venezuela-Russia-Iran, aggira le sanzioni imposte dagli occidentali e fa da sfondo alle principali crisi internazionali degli ultimi anni.
Dal Mar dei Caraibi fino al Mar Nero, la “Flotta ombra” che viene attribuita a Mosca ma collega gli interessi di Teheran, Caracas e Pechino, è diventata obiettivo comune di Stati Uniti e Ucraina, che per motivi diversi ma coincidenti vogliono inibire il traffico di greggio che continua a vagare sulle rotte globali su navi fantasma, che battono falsa bandiera e cambiano nome all’occorrenza.















