Il manager canadese, di origini italiane, è il nome che emerge per il dopo Infantino. Ma nella corsa alla presidenza FIFA ci sono anche Al-Khelaifi, Wenger e Salman bin Ibrahim Al Khalifa.

Victor Montagliani, presidente CONCACAF, è il nome che prende quota per il dopo Infantino.

Il progetto di apertura a capitali privati, con tanto di sospetto che la stretta di mano coi Fondi fosse influenzata dalla galassia che ruota intorno a Donald Trump, di Gianni Infantino ha alimentato uno scontro politico senza precedenti tra UEFA e FIFA. L'ipotesi di vendere una parte del Mondiale per raccogliere miliardi di dollari ha fatto saltare il banco tra gli stessi amici del presidente. La portata del dissenso adesso è tale che la federazione europea pensa addirittura a un'ipotesi di sfiducia per destituire l'attuale numero uno del calcio mondiale. La procedura è complessa ma è uno strumento di pressione ulteriore in vista delle prossime elezioni, messa in atto per logorare le ambizioni dell'attuale governance che mira(va) a consolidare equilibri di potere attraverso alleanze cristallizzate. Qualcosa, però, è andato storto e quella macchina, che lo stesso Infantino riteneva forte dal punto di vista economico e politico, s'è inceppata.