Roma, 2 ago. (askanews) – Il Mar Caspio, bacino marittimo che pone in contatto l’Asia minore con l’Eurasia, sta rischiando di divenire l’anello di congiunzione tra i due conflitti che stanno dominando l’agenda politica internazionale, ossia la guerra tra Stati Uniti, e Israele, contro l’Iran ed il conflitto, ormai pluriennale, tra Russia e Kiev.
L’attacco ucraino del 25 luglio nei confronti di una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, che ha provocato la morte di un marinaio, ha rappresentato un’escalation nelle relazioni tra Ucraina e Iran. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha giustificato l’intervento nel Mar Caspio sostenendo che gli attacchi erano rivolti contro “navi utilizzate per il trasporto di merci militari che coinvolgono l’Iran”.
Dall’inizio della guerra contro Mosca, Kiev non ha mai negato il fatto di ritenere Teheran una parte in causa nel conflitto nell’est europeo, condannando lo Stato persiano per il sostegno militare offerto al suo alleato moscovita.
Dopo il raid avvenuto nel fine settimana, le reazioni di Teheran non si sono fatte attendere, con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che ha sostenuto che quanto effettuato dall’esercito ucraino “non può rimanere impunito”, definendo l’attacco nel Mar Caspio una violazione della Carta delle Nazioni Unite. In un quadro internazionale strettamente collegato, il diplomatico iraniano ha accusato Zelensky di agire “per conto di Israele nel tentativo di trascinare l’Europa nella sua guerra”.















