di Carlo Nicolatolunedì 27 luglio 20263' di letturaIl Mar Caspio unisce geograficamente e strategicamente la Russia con l’Iran ed è attraverso questo enorme lago salato che i due Paesi alleati continuano a commerciare (anche in armi) nonostante le sanzioni che colpiscono entrambi. Era dunque solo questione di tempo perché il Caspio diventasse anche il punto di contatto delle due guerre in corso, c’è voluto un attacco ucraino a lungo raggio che ha colpito due navi che a detta del presidente Zelensky erano «utilizzate per il trasporto di materiale bellico dalla Russia all’Iran», e la morte di un marinaio.Teheran per il momento si è limitata ad alzare la voce ha definendolo un «atto di aggressione gratuito», ma ha avvertito che si riserva il diritto di difendere i propri interessi, cioè di rispondere a sua volta con un possibile attacco di droni o missilistico. Un nuovo fronte della guerra insomma, con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che parla di violazione dell’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite e che, per quanto possa contare, ha discusso la questione anche in una telefonata con l’Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri, Kaja Kallas, alla quale ha chiesto una risposta decisa dell’Unione, oltre che dell’Onu e della comunità internazionale. Araghchi sostiene che dietro a tale mossa c’è l’istigazione di Israele che vuole trascinare l’Europa nella sua guerra.Da parte sua invece Zelensky ha scritto su X che darà istruzioni ai suoi servizi segreti «di condividere con i nostri partner le informazioni in nostro possesso riguardo al nuovo aiuto fornito dalla Russia al regime iraniano». Dall’inizio di luglio, dice il presidente ucraino, «abbiamo registrato un’intensa attività di sorveglianza satellitare russa sugli Stati del Golfo e sulle installazioni militari statunitensi ivi situate» aggiungendo che esiste una chiara correlazione tra queste immagini e successivi attacchi iraniani e facendo l’esempio di attacchi in Bahrain, in Giordania e in Kuwait il 19 e il 20 luglio. «L’obiettivo è chiaro», ha scritto Zelensky, «nessuno di noi al mondo dovrebbe ignorare un fatto molto semplice: il male cerca sempre il modo di peggiorare le cose e di diffondersi ulteriormente. La Russia deve essere fermata. Questa guerra deve finire. La pressione sull'aggressore deve funzionare».IL RUOLO DI TRUMP