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Per una stagione intera gli Under sono stati l’oro del Catanzaro. Sul piano tecnico non c’era partita: Favasuli, Liberali, Cisse, Rispoli e Alesi, per citare i più forti, utilizzati e incisivi, hanno messo il sale e il pepe in un campionato e in dei playoff per certi versi irripetibili.
Certamente non è da sottovalutare nemmeno l’impatto economico che quei giocatori hanno avuto e avranno, a tutto beneficio del club: per le risorse da minutaggio che hanno portato e le plusvalenze che stanno garantendo. Liberali è andato al Como, Favasuli rimane promesso sposo del Napoli, Cisse era già stato ceduto al Milan, anche se in quest’ultimo caso si tratta soprattutto della visibilità che ha portato la più grossa sorpresa della prima parte della Serie B. Di quel plotone è rimasto solo Alesi (da quest’anno extra minutaggio) e il ds Polito aspetta sempre una risposta dal Como per Rispoli, pur sembrando complicato che Fabregas lo lasci ripartire in prestito.
Insomma, stanno cambiando i nomi e le caratteristiche, tuttavia la scelta di puntare ancora su alcuni giovani dall’altissimo potenziale è identica a un anno fa e ha in Simone Pafundi il frontman indiscusso. Perché è quello di cui si parla da più tempo, pupillo di Mancini che lo fece esordire in nazionale nel 2022, a poco più di 16 anni. Perché per portarlo in giallorosso è servito del tempo e alla fine è stata proprio la volontà del giocatore a risultare determinante. Altrimenti l’allenatore dell’Udinese, da cui è arrivato in prestito con diritto di riscatto, se lo sarebbe tenuto volentieri in gruppo. Perché è semplicemente Pafundi, uno che in A ci poteva restare tranquillamente, ma non è detto che fare un passo indietro non lo aiuti a farne due in avanti. Come Liberali e Cisse, per esempio.









