Con le nuove regole sui trust offshore Pechino riporta la ricchezza privata sotto il controllo politico. L’epoca dell’ostentazione è passata. E la parabola di mister Evergrande è lì a ricordarcelo.
Per oltre 20 anni è stato uno dei grandi compromessi del capitalismo cinese. Mentre Pechino imponeva alcuni dei controlli più rigidi al mondo sui capitali, una parte consistente della ricchezza prodotta dai suoi imprenditori prendeva la strada delle Isole Cayman, delle British Virgin Islands o di Hong Kong. Per usare una formula nota in Italia, la pacchia è finita. Perché quella stagione sembra arrivata al capolinea.
Così cambia il rapporto tra Partito comunista e capitale privato
Con le nuove regole sulla tassazione dei trust offshore, il rafforzamento dei controlli fiscali e l’obbligo di maggiore trasparenza sui patrimoni detenuti all’estero, Xi Jinping ha chiuso una delle zone grigie che hanno accompagnato l’ascesa economica della Cina. Il messaggio è semplice: la ricchezza privata non può più svilupparsi al di fuori del perimetro di controllo dello Stato. Non si tratta soltanto di recuperare gettito fiscale. La stretta racconta soprattutto l’evoluzione del rapporto tra Partito comunista e capitale privato nell’era di Xi.







