Stavolta il dazio lo mette la Meloni alla Cina. C’è un piano del governo italiano per valutare una stretta alle partecipazioni di Pechino nelle aziende italiane strategiche. Insomma, occhi aperti e non a mandorla. In gioco potrebbero anche esserci le relazioni con gli Usa, oltre che gli interessi delle nostre imprese. La partita è delicata e per ora tutto si svolge sul piano ufficioso. La notizia dell’iniziativa italiana è stata diffusa dall’agenzia statunitense Bloomberg e ha tutta l’aria di essere fondatissima, pur in attesa di conferme effettive. Va anche detto che da tempo si attendeva che il governo italiano prendesse una decisione netta sul dossier allo studio. E l’esame delle nostre aziende di importanza strategica suggerisce l’adozione delle misure necessarie, appunto con la stretta sulla partecipazione cinese. Nel mirino sono tre, in particolare, le imprese che vanno “liberate” dalla presenza di Pechino. E che rischiano di vedere compromessi i loro interessi strategici nei mercati internazionali, America in primis, proprio le relazioni con il dragone. Nel loro caso è rilevante l’iniziativa del governo per i riflessi proprio sull’economia e anche sul versante della sicurezza nazionale.