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12 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 14:42
Il governo di Giorgia Meloni sta valutando misure per ridurre le partecipazioni di investitori cinesi in aziende considerate strategiche, con l’obiettivo di evitare possibili tensioni con gli Stati Uniti. L’attenzione dell’esecutivo, scrive Bloomberg, è rivolta sia a società private sia a gruppi a controllo statale. Uno dei casi più rilevanti è quello di Pirelli, in cui la cinese Sinochem International Corp., controllata dallo Stato, detiene il 37% del capitale. La partecipazione è già stata oggetto di restrizioni da parte del governo italiano attraverso l’esercizio dei poteri speciali (”golden power”), che nel 2023 hanno limitato l’influenza del socio asiatico su aspetti tecnologicamente sensibili come i sensori cyber montati sugli pneumatici, usati anche in Formula 1. Lo scorso aprile, su richiesta dei regolatori, il cda di Pirelli ha poi declassato lo status di governance di Sinochem, dichiarando che il gruppo non ha più il controllo della società.
Come raccontato dal Fatto, il numero uno Marco Tronchetti Provera ha fatto pressioni sull’esecutivo proprio perché limiti la presenza del socio asiatico invocando il golden power. Perché Washington ha avvertito Pirelli che gli pneumatici dotati di sensori connessi potrebbero subire restrizioni sul mercato statunitense a causa della proprietà cinese, in linea con le misure americane su software e hardware provenienti da aziende controllate da Pechino.







