HomeAnconaCronacaDona tutto alla parrocchia. Poi ci ripensa e scoppia un braccio di ferro giudiziarioLa scuola materna di San Flaviano a Loreto, reclama i titoli di un imprenditore morto nel 2014: "C’è un errore di trascrizione". I giudici però bocciano il ricorso.Padre Giorgio Monzani della parrocchia di San Flaviano di Villa MusoneRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNel primo testamento la parrocchia c’era. Nel secondo sparisce. E su quell’assenza, dodici anni dopo la morte di un imprenditore di Villa Musone, si è combattuta la battaglia per il 40% dei suoi titoli. A reclamarli è stata la scuola materna della parrocchia di San Flaviano a Loreto, convinta che quell’assenza fosse frutto di un errore. Per il Tribunale, ciò che non è scritto nell’ultima volontà non può essere aggiunto dopo. La domanda è stata respinta e la parte attrice dovrà rimborsare 14.093 euro di spese di causa, oltre agli accessori.
Al centro della vicenda c’è l’eredità di un uomo nato nel 1923, residente a Villa Musone e morto ad Ancona nel 2014, a 91 anni. La storia parte da lontano. Nel 2004 aveva fatto testamento prevedendo che alla parrocchia andasse il 28,5% dei suoi titoli. Quattro anni dopo, però, riscrive le proprie volontà di suo pugno: revoca espressamente tutte le disposizioni precedenti, stabilisce nuovamente come dovrà essere distribuito il patrimonio e indica beneficiari e percentuali. Ma questa volta San Flaviano non c’è. Da quell’assenza nasce il braccio di ferro con i dieci convenuti chiamati in causa nella controversia sull’eredità. Secondo la tesi portata davanti al giudice, il testatore avrebbe omesso per errore il riferimento alla parrocchia e la sua reale intenzione sarebbe stata quella di destinarle il 40% dei titoli. Nel documento del 2008, del resto, i conti delle percentuali presentano evidenti errori. Per il giudice, però, proprio il nuovo testamento chiude la questione: l’uomo aveva revocato le precedenti volontà e disposto nuovamente del proprio patrimonio.






