Militanza nelle cosche e reati commessi con l’aggravante mafiosa, per aver agevolato con le proprie condotte il clan di appartenenza o aver agito con il metodo tipico di chi frequenta gli ambienti criminali. Scenari d’accusa ipotizzati dalla Dda e confermati nella sentenza con rito ordinario “Atto quarto”, l’operazione che ha colpito le gerarchie moderne della ’ndrina Libri che partendo dalla storica base operativa di Cannavò sono riuscite ad espandersi al centro storico con interessi ed affari in provincia, nella Locride, nella Piana di Gioia Tauro, in Aspromonte, e nel nord Italia, Lombardia e Piemonte soprattutto. A carico di chi determinava le strategie operative del gruppo sono state inflitte pene pesanti come un macigno, aumentate proprio dal riconoscimento dell’aggravante mafiosa.

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