La giustizia accende i riflettori sui rapporti opachi tra criminalità organizzata e tifo organizzato. Tre ultras della Reggina sono stati raggiunti da un avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Dda di Reggio Calabria. L’inchiesta, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dall’aggiunto Walter Ignazitto con il coordinamento del sostituto procuratore Sara Amerio, delinea un quadro grave di associazione per delinquere ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati avrebbero costituito il gruppo denominato “Diffidati liberi – Curva sud Reggio Calabria”, esercitando forti pressioni prima sulla società La Fenice Amaranto e successivamente sull’As Reggina 1914, all’epoca riconducibili all’ex patron Antonino Ballarino e al presidente Virgilio Salvatore Minniti.

Estorsioni e soldi per le spese legali

Le indagini svelano che i vertici del club sarebbero stati costretti a versare periodicamente somme di denaro. Tali esborsi venivano formalmente giustificati con la necessità di coprire le spese legali degli ultras colpiti da procedimenti penali o amministrativi, tra cui i provvedimenti di Daspo.Gli investigatori sottolineano che solo in minima parte il denaro confluiva nelle reali attività del tifo organizzato, alimentando invece dinamiche illecite. Gli inquirenti hanno documentato almeno venti episodi estorsivi avvenuti tra il febbraio 2024 e l’aprile 2025.