| 2 Agosto 2026 03:01 |
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(Adnkronos) – “Come applicare i controlli è il vero tema. Verificare seriamente tutti quelli che scendono dall’aereo creerebbe disagi, rallentamenti e sovraccosti. Facendolo in maniera selettiva, a campione, non cambia quasi nulla dal punto di vista operativo”. Così Andrea Giuricin, professore, esperto di Trasporti, commenta con l’AdnKronos gli impatti della decisione del governo italiano di sospendere temporaneamente Schengen per la Spagna.
Finora, da quanto risulta, i maggiori aeroporti italiani (Fiumicino, Malpensa, Linate) stanno adottando tutti lo stesso approccio: controlli ‘selettivi’, a campione, che per ora non hanno comportato grosse criticità. “Da quanto si è capito i voli continueranno ad atterrare negli scali dedicati all’area Schengen, dove di norma non è presente la polizia di frontiera. Tuttavia, verranno dislocati degli agenti per effettuare controlli a campione”, spiega Giuricin. “Prendiamo l’esempio di un turista americano che entra in Europa con un volo su Madrid. Dopo qualche giorno, prende un volo da Madrid a Milano. Essendo un collegamento intra-Schengen, è equiparato a un volo domestico, senza controlli passaporti. Con le nuove disposizioni, quel turista potrebbe essere fermato all’arrivo a Milano o Roma e gli potrebbe essere richiesto di esibire il documento. Di fatto cambia poco, e sembra più una mossa di natura politica” che una vera e propria misura di controllo rafforzato.












