HomeEsteriCosa cambia con lo stop a Schengen: il rischio di aeroporti ingolfati nel mese clou delle vacanzeLa sospensione del trattato nei collegamenti con la Spagna non inciderà a livello burocratico sui viaggi in Italia dei cittadini spagnoli. Da chiarire però effetti pratici e modalità dei controlliL'aeroporto di Bergamo-Orio al serio (De Pascale)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 31 luglio 2026 – "Il Governo ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera”, ha annunciato nel pomeriggio la premier Giorgia Meloni. Ma quali ripercussioni ci saranno nel concreto? Con la sospensione del trattato di Schengen, con cui nel 1985 fu istituita la zona di libera circolazione nell'Unione Europea, sono ripristinati i controlli alle frontiere marittime e aeree con la Spagna. La misura scatterà da domani, sabato primo agosto, e avrà la durata di un mese, con possibilità di proroga.
Cosa succede dal punto di vista burocratico
Il ripristino dei controlli in porti e aeroporti del Belpaese non comporterà alcuna modifica burocratica ai viaggi dei cittadini spagnoli ed europei verso l'Italia: continueranno, come di consueto, a poter arrivare nel nostro Paese senza aggravi, come si apprende da ambienti del Viminale. I controlli della polizia di frontiera saranno mirati e selettivi: riguarderanno solo i cittadini di Paesi terzi (extra Ue) provenienti dalla Spagna al fine di verificarne la loro regolarità in ingresso in Italia. Per chi dall'Italia si recherà in Spagna nulla cambia. Resta in ogni caso necessario portare con sé un documento valido per l'espatrio, come passaporto o carta d'identità, da esibire ai controlli. Un aereo in partenza all'aeroporto Federico Fellini di Rimini (Petrangeli)











