La direttrice d'orchestra replica alle polemiche seguite all'annuncio del concerto a Novosibirsk: "La cultura deve essere un ponte, non va confusa con la politica"
"Io sono una persona libera, sono un'artista libera, vado dove ritengo opportuno, faccio quello che ritengo opportuno, dirigo dove voglio". Con queste parole la direttrice d'orchestra Beatrice Venezi ha risposto alle polemiche, nate dopo l'intervista rilasciata all'Adnkronos, nella quale ha annunciato il suo ritorno in Russia per dirigere concerti lirici a Novosibirsk. Intervenendo questa sera al Caffè de La Versiliana di Pietrasanta in provincia di Lucca, nell'ambito dell'incontro 'Il futuro della lirica che fa i conti con il passato', intervistata dal giornalista Paolo Giordano, firma musicale de 'Il Giornale', Venezi ha rivendicato la propria autonomia artistica e ha respinto le interpretazioni politiche della sua scelta.
Nell'intervista all'Adnkronos la direttrice aveva dichiarato: "Sono molto felice di poter dire che tornerò in Russia, in un contesto molto particolare come quello di Novosibirsk, che mi viene descritta come una nuova capitale culturale del Paese. Ovviamente Mosca e San Pietroburgo mantengono il loro valore e la loro centralità nella storia culturale russa, ma c'è un fermento straordinario anche in altre realtà".Riprendendo il tema dal palco della Versiliana, Venezi ha spiegato il senso di quelle dichiarazioni: "Ho fatto questa intervista all'agenzia di stampa Adnkronos dicendo semplicemente: 'Ora lasciatemi in pace'. In sette mesi, sulla graticola per la vicenda veneziana del Teatro La Fenice, sono state scritte oltre duemila pagine. Il che fa circa cento pagine al giorno. Io non so chi altro possa avere una rassegna stampa del genere". La passione per la cultura russa












