"Vorrei dimenticare Venezia. Nel senso che sono proiettata a costruire, non a distruggere. Sono sempre stata così, indipendentemente dalla vicenda veneziana". Beatrice Venezi racconta all'Adnkronos i suoi progetti futuri e, in particolare, i nuovi progetti artistici internazionali in Russia e Georgia. La direttrice d’orchestra, 36 anni, cerca di chiudere la vicenda che l’ha vista protagonista a La Fenice in una fase che definisce "complessa e dolorosa" ma dalla quale sostiene di essere uscita con "una rinnovata consapevolezza" di sé, della propria forza e della propria "capacità di affrontare le difficoltà".
Venezi ripercorre la controversa stagione iniziata con la designazione a direttore musicale del teatro veneziano, comunicata il 22 settembre 2025 dal sovrintendente Nicola Colabianchi, seguita dalle contestazioni interne, dallo stato di agitazione dell'orchestra e del coro, dai cortei di protesta, dagli scioperi, dai volantinaggi fino alla comunicazione del 26 aprile con cui la Fondazione ha interrotto ogni collaborazione. Dopo la quale la direttrice di orchestra ha impugnato la risoluzione del contratto.
"Credo di aver già pagato abbastanza tutta questa faccenda. Vorrei passare oltre. Questo non significa dimenticare ciò che è accaduto, perché naturalmente ci sono ancora aspetti che dovranno essere affrontati nelle sedi opportune, ma significa non rimanere prigioniera di una vicenda". Beatrice Venezi non nasconde di aver maturato anche una forma di autocritica rispetto a come sono state affrontate alcune fasi della vicenda Fenice: "So che sono stati fatti tanti errori da parte di tutti. Non lo nego. Se tornassi indietro sicuramente affronterei le cose in modo diverso, oppure forse non le affronterei proprio. Mi tirerei indietro quando avvertissi il primo segnale di pericolo".










