Mentre il caldo continua a stringere nella sua morsa gran parte dell'Europa, c'è un altro nemico dell'estate che non si vede, non ha odore e non lascia tracce evidenti. Eppure si accumula nell'aria che respiriamo. È l'ozono troposferico, un inquinante che ogni estate accompagna le ondate di calore. Quest’anno, però, è comparso con largo anticipo rispetto a quanto normalmente osservato. Non ha nulla a che vedere con il "buco dell'ozono" di cui si parlava negli anni Novanta. È la stessa molecola che nella stratosfera forma lo strato di ozono e protegge la Terra dai raggi ultravioletti. Ma quando si forma vicino al suolo diventa un inquinante dannoso per la salute, gli ecosistemi e l'agricoltura. I dati del Servizio europeo Copernicus per il monitoraggio dell'atmosfera(CAMS) mostrano che già tra maggio e giugno si sono registrati episodi di concentrazioni elevate in diverse aree d'Europa, compreso il Nord Italia. Un'anomalia che, secondo gli esperti, merita attenzione. "Per molti cittadini l'ozono è ancora un inquinante poco conosciuto" spiega Laurence Rouil, direttrice del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) dell'European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF). "È un inquinante secondario: non viene emesso direttamente in atmosfera, ma si forma quando gli ossidi di azoto prodotti dal traffico e dai processi di combustione reagiscono con altri composti organici volatili sotto l'azione della luce solare e delle alte temperature, con concentrazioni che raggiungono il picco nelle ore pomeridiane”.
L’ozono troposferico, l’inquinante che accompagna le ondate di calore
È la stessa molecola che nella stratosfera forma lo strato di protezione della Terra dai raggi ultravioletti. Ma quando si forma vicino al suolo diventa dannos…







