Dalle tempeste sull'Oceano ai temporali nei Tropici, ecco come si attiva la morsa sul continente. Intanto l’Oms raccoglie le strategie migliori contro la sottovalutazione del rischio.

L’aria si fa di nuovo immobile e, dopo qualche giorno di tregua, una nuova intensa ondata di caldo sta sta per arrivare sull’intera Europa, con temperature pronte a sfiorare i 43 gradi. L’estate accelera il passo, costringendo le persone e anche gli Stati a trovare delle soluzioni e anche in maniera rapida. Ma tutta questa calura da dove nasce? Non di certo vicino a noi: prima di arrivare, infatti, nelle nostre strade, fa un viaggio lunghissimo, una sorta di effetto domino nell’atmosfera, partito da zone del pianeta incredibilmente lontane.

Tornano le ondate di calore: ma da dove arrivano?

Per comprendere meglio il fenomeno, pur non essendo meteorologi, basta immaginare l’atmosfera come un grande lenzuolo teso: se diamo uno scossone da un lato, l’onda si propaga fino alla parte opposta. Il caldo che ci mette alla prova funziona un po’ così. Non nasce nelle nostre città, ma è il risultato di un viaggio che può iniziare dai Tropici o dall’Oceano Atlatnico e che, seguendo due strade differenti, portano tuttavia lo stesso risultato: la formazione di un enorme “tappo” invisibile di alta pressione sopra l’Europa, che blocca il fresco e attira il vento subtropicale.