SOVERIA MANNELLI (CATANZARO) – “Al peggio non c’è mai fine” è il tema della quarta edizione estiva del Festival del Lamento. Un rito collettivo, festa di comunità e rassegna culturale che esalta e irride il lamento. Si parte oggi fino al 4 agosto 2026 a Soveria Mannelli (Catanzaro).

Dalla tragedia alla musica barocca, dai cahiers de doléances ai pianti rituali. Il lamento ha permeato la cultura e la società di ogni periodo storico a ogni latitudine. Il Festival richiama da ogni parte d’Italia giornalisti, scrittori, musicisti, artisti e attivisti e li mette in dialogo con la comunità.

«Intorno a noi cadono bombe. Si dichiarano guerre. I salari non crescono. La gente continua a partire. Nei paesi mancano i servizi essenziali. Le persone muoiono in mare, sul luogo di lavoro o uccise da chi avrebbe dovuto amarle. Onestamente non c’è da stare molto allegri» dice Gaetano Moraca, direttore artistico e presidente di Deda, associazione che organizza il festival. «Ci lamenteremo di questo e di molto altro, ma lo faremo insieme. Perché – ne siamo convinti – insieme è più facile trovare un barlume di soluzione o, meglio ancora, un po’ di conforto. Attraverso libri, teatro, musica, stand up comedy, lectio, dibattiti e buon cibo abbiamo individuato il nostro modo di lamentarci. E anche di stare al mondo, in un paese di meno di 3000 abitanti».