“Prima le campane, ora c’è chi se la prende con i bambini. Se non vogliono alunni che giocano nel cortile della scuola se ne possono andare. Nessuno sentirà la loro mancanza”. Franco Cominetto, sindaco di Burolo, mille anime residenti a est di Ivrea, è sconsolato. In queste ore sulla sua scrivania è arrivata una diffida, firmata dal legale di una coppia di anziani, per un “notevole incremento di schiamazzi, urla e rumori”, provenienti dal centro estivo che si sta svolgendo alla scuola dell’infanzia “Don Carlo Glauda” accanto al municipio.
Una situazione paradossale perché la struttura è lì dal 1974 e nessuno si è mai lamentato. Anzi. Cominetto e la stragrande maggioranza dei suoi concittadini i bambini li vogliono “altrimenti il paese rischia di morire”. Il Comune sta facendo tutto il possibile per attirare famiglie: ha ampliato i servizi pre e post scuola, una copertura giornaliera dalle 7.30 alle 18.30 e, quest’anno, è tornata l’attività nei mesi caldi: “Ora dovrei annullarlo perché i bambini fanno rumore?”.
A infastidire i due settantenni, arrivati a Burolo nel 2024 da Ivrea, sono proprio le voci dei ragazzini e dei loro educatori che trascorrono – vista la stagione – parecchio tempo nel cortile. Il legale sostiene che, a partire dagli anni scolastici 2023-2024, alcuni lavori di miglioria avrebbero reso gli spazi esterni maggiormente utilizzabili per le attività ludiche sia durante l’anno scolastico che in estate. Al sindaco viene chiesto di adottare misure urgenti, valutare l’installazione di schermature provvisorie e, soprattutto, non rinnovare in futuro la concessione degli spazi per i centri estivi.









