Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiSi tratta di un annuncio ponderato di una reale svolta in Medio Oriente oppure di una delle ottimistiche promesse di Donald Trump che poi faticano a procedere? Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato un accordo per Gaza che prevede il completo disarmo dei militanti palestinesi di Hamas e di altri gruppi armati e il contemporaneo ritiro delle truppe israeliane. Il tutto sotto una supervisione internazionale. In pratica le forze israeliane si ritireranno a mano a mano che il disarmo procederà e un contingente internazionale collaborerà con una nuova forza di polizia palestinese per garantire la sicurezza dell’enclave. Trump ha concluso sui social: «Questo accordo rappresenta un passo fondamentale affinché Gaza sia finalmente governata da un nuovo governo palestinese che lavorerà a stretto contatto con il Consiglio di Pace per aiutare il popolo palestinese. Allo stesso tempo, Israele avrà la sicurezza che merita».

Sarà la volta buona?

L'intesa arriva nove mesi dopo il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti e raggiunto a Sharm el Sheikh, in Egitto, che però ha da subito mostrato molte falle. Questa volta sembra che Hamas accetti di rinunciare al ruolo di forza militare a vantaggio di un ruolo politico nel futuro governo palestinese. Quindi le premesse sembrano favorevoli. L’attacco a Gaza era iniziato dopo l’agguato guidato da Hamas contro il Sud di Israele il 7 ottobre 2023, causando circa 1.200 morti e 251 ostaggi. L’offensiva di rappresaglia israeliana ha ucciso più di 73.000 palestinesi. L’esercito israeliano controlla ora più della metà di Gaza. Il dramma umanitario è durato quasi tre anni. Se i nuovi accordi reggeranno saranno un passo importante verso la stabilizzazione del Medio Oriente e potranno favorire anche il superamento della crisi iraniana. Ostacoli da superare, obiettivi da raggiungere, nuovi assetti internazionali: in che modo realisticamente approcciarsi alla nuova situazione di Gaza? Ecco il giudizio degli esperti di geopolitica.