Le armi pesanti sotto controllo palestinese, le richieste sul ritiro dalla Striscia e le precondizioni poste sul tavolo
L'annuncio trionfale di Trump, l'apertura di Hamas, lo scetticismo di Israele.
Tutto comincia ieri notte con un post in cui il presidente annuncia: "Oggi il Board of Peace ha raggiunto uno storico accordo per il disarmo completo di Hamas e di tutti gli altri gruppi armati presenti a Gaza. Si tratta di un passo monumentale verso una pace e una sicurezza durature".
In effetti, se confermato, questo sarebbe davvero il vero punto di svolta nel dramma di Gaza. Anche perché il gruppo terroristico responsabile del massacro del 7 ottobre, seppure decimato dai bombardamenti e dagli omicidi mirati, continua a gestire l'ordine pubblico nella parte della Striscia non controllata dall'esercito di Israele.
A smorzare l'entusiasmo è però una fonte di Hamas, che ha precisato all'agenzia Reuters come la bozza di accordo – un documento in 15 punti – preveda che le armi pesanti vengano immagazzinate e custodite sotto il controllo di un'amministrazione palestinese e non portate in Israele. Non è ancora chiaro, invece, cosa accadrà alle armi leggere o personali.










