"Un passo storico verso una pace duratura". Donald Trump annuncia trionfante il raggiungimento di un accordo per il disarmo di Hamas che dovrà andare di pari passo col ritiro di Israele da Gaza. Ma l'intesa, basata sul piano di 15 punti del Board of Peace, non chiarisce molti dettagli, lascia diversi nodi irrisoli e non certifica l'impegno di Hamas e Israele ad attuarla.
"Il piano per disarmare Hamas a Gaza, se pienamente attuato, sarebbe un passo costruttivo verso la pace. Ma ci sono molte cose che devono mettersi a posto perché questo funzioni", ha comentato l'Alto Rappresentante Ue, Kaja Kallas. Il governo di Benjamin Netanyahu non ha rilasciato alcun commento ufficiale, e a rompere il silenzio è stato solo il ministro della Sicurezza nazionale, il falco dell'ultradetra Itamar Ben Gvir, parlando di una "bozza di accordo inaccettabile".
Trump ha cercato di trasmettere invece ottimismo: l'accordo "piace molto" a Israele, "ci hanno aiutato", ha spiegato durante la riunione di gabinetto tenutasi a Camp David. Il presidente si è però tenuto ben alla larga dal chiarire quale dovrebbe essere il primo passo, se il ritiro di Israele entro la linea gialla originaria o il disarmo di Hamas. Un nodo, questo, che rappresenta uno dei punti più critici dell'intesa, quello su cui tutto potrebbe naufragare. Non è infatti certo che Hamas rinunci a tutte le sue armi e che Israele cessi i propri attacchi che sono continuati nonostante l'accordo di ottobre.










